| ENNIO MORRICONE ed i soprani - Colonne sonore Films S. Leone |
 |
ENNIO MORRICONE, sempre il migliore. Ennio
Morricone in parte al Concerto nell'Arena di
Verona
"VOCI DAL SILENZIO"
Concerto contro tutte le stragi della storia
dell'umanità
Ennio Morricone - Tributo
Soprani: Susanna Rigacci e....
"C'era una volta il west"
"Il buono, il brutto ed il cattivo"
"The Good, the bad and the ugly"
"Giù la Testa - Sean, Sean" - 1972
Regia: Sergio Leone
Ennio Morricone, il grande Ennio Morricone,
il fenomenale maestro Ennio Morricone. Ennio
Morricone, il bravo Ennio Morricone, Ennio
Morricone.
Celebre per le sue numerose colonne sonore
cinematografiche, ne ha composte più di 500
in tutta la sua lunga carriera, di cui
solamente 30 scritte per film western. È
proprio per queste ultime, però, che
Morricone è meglio conosciuto. Il suo
particolare ed imitato stile di composizione
per questo genere è esemplificato in
particolare dalla colonna sonora di Il buono,
il brutto e il cattivo di Sergio Leone,
regista con il quale il compositore diede
vita ad una lunga e proficua collaborazione.
La produzione di Morricone annovera inoltre
una nutrita schiera di composizioni che non
sono nate per il cinema e che rientrano nel
genere della musica contemporanea: opere
teatrali, lavori sinfonici e per solista e
orchestra, composizioni corali, musica da
camera, ecc.
Ennio Morricone.
- E' una produzione RASTIR -
- RASTIR vi crea siti e video gratis-
http://www.rastir.com
Vuoi farti fare un video GRATIS in questo
formato per far vedere ad altri i tuoi
filmati personali, oppure, i tuoi prodotti o
la tua attività?
Invia tramite un modulo. (cliccando il link
qui sotto), i file che vuoi inserire e la
descrizione di come lo desideri:
http://utenti.lycos.it/rastir1/creazioneVIDEO
.html Tags : concert c'era volta west Ennio Morricone Ecstasy Gold from movie Good Bad Ugly Munich buono brutto cattivo estasi oro |
|
Affichage : 9636
Durée : 610 s |
| Grazia Deledda ed i Cavalieri Nuoresi |
 |
I padri della chiesa hanno avuto nei
confronti del cavallo un atteggiamento
diversificato: da una parte il cavallo aveva
una connotazione negativa di superbia e
lascivia, quasi di peccato perché nitrisce
quando si avvicina una femmina e dall'altra
che è quella pertinente al nostro progetto,
di vittoria, come quella dei martiri sul
mondo. In Sardegna le immagini dei cavalieri
vincenti più ricorrenti sono quelle di San
Giorgio e Costantino, di San Michele
Arcangelo, di San Maurizio patrono dei
Cavalieri e di San Martino. Altri santi
equestri venerati sono il patrono della
Provincia di Sassari, San Gavino. Lo stesso
San Paolo viene raffigurato armato con la
spada come nel caso della facciata delle
cattedrale di Bosa oppure caduto da cavallo
come nel quadro posto nella chiesa della
Santissima Trinità di Sassari.
Un santo atipico e 'discusso' è Costantino
che viene presentato sia a cavallo che in
piedi come nel caso della cattedrale di Bosa.
L'onomastica presenta anche forme volgari
come S.Guantino a Villa di Chiesa, Gosantine,
Comita, Gantine soprattutto nei Condaghe,
vedi il Condaghe di Bonarcado. I centri di
culto di questo santo sono a Sedilo, Genoni,
Samugheo, Pozzomaggiore, e Paulilatino.
Nella narrativa sarda come del resto in tutte
le raccolte di testi riguardanti le
tradizioni popolari quali le ballate, le
fiabe, ed i racconti il cavallo ha una
funzione magica, dal punto di vista
attanziale è una figura che aiuta l'eroe ha
compiere la sua impresa. Il cavallo è un
aiutante nobile ed intelligente senza il
quali l'eroe o il santo non potrebbero
vincere. I cavalieri delle varie ardie sono
una variabile paradigmatica di un sentimento
religioso che trae la sua origine da una fede
incarnata nell'isola, molto profonda
caratterizzata da antichi riti ancestrali che
hanno subito profonde modificazioni nello
spazio e nel tempo. La contaminazione
culturale e il progresso tecnologico ha
modificato le abitudini dei sardi, ma
esistono alcune feste che sembra si siano
fermate nel tempo. La scrittrice sarda Grazia
Deledda racconta con sapere magico il cavallo
e ciò che offre il suo punto di vista
ripreso da una posizione di privilegio ecco
come fotografa Grazia Deledda l'ambiente che
la circonda.
"Un tempo io ero, pare impossibile, una
intrepida amazzone. Ma da noi, in quel tempo,
si nasceva, si può dire, a cavallo. Invece
che sulle sedie i bambini s'arrampicavano sui
mansueti ronzini invariabilmente legati nelle
stalle dei ricchi proprietari e sotto le
tettoie dei pastori poveri: a cavallo i
proprietari andavano a visitare le loro
terre, a cavallo si viaggiava da un paese
all'altro, a cavallo le nobili dame si
recavano a sciogliere qualche voto nelle
belle chiese di stile pisano che
arricchiscono l'isola, e le serve a portare
l'acqua dalla fontana. E a cavallo si
partiva, nelle luminose albe di primavera e
d'autunno, in allegre brigate, per le feste
campestri: il cavallo, quindi, era per noi
ragazze di buona famiglia condannate ancora a
una vita orientale, chiusa e sorvegliata
gelosamente dai genitori, fratelli, zii e
cugini, un simbolo di libertà e di gioia. Si
diventa alti, a cavallo, e si ha l'illusione
di essere, come i centauri, creature favolose
agili e forti capaci di camminare, senza mai
stancarsi, fino ai limiti della terra.
L'emozione che si prova davanti alle varie
ardie che si susseguono nell'anno agrario che
termina con l'assunta e rinasce
simbolicamente con la natività di Maria, è
forte come così lo stupore che sembra
assopirsi ma che si manifesta ogni qual volta
il rito si ripete tra il forte incedere dei
cavalli è i gosos recitati dai pellegrini
che offrono al santo i ceri per sciogliere un
voto o per pregare per un proprio defunto o
una persona cara alla quale ci si sente
vicini. I cavalli, gli stendardi, i cavalieri
e le bandiere fanno parte di questo
arcobaleno di sensazioni che unite tutte
insieme danno un forte impatto emotivo che
trascende dalla fede che ognuno ha nei
confronti dell'epifania o del sacro.
D'altronde se si guarda con attenzione il
termine ardia è connesso semanticamente con
la processione in senso religioso più che di
una corsa a guardia del santo.
I cavalli e i cavalieri sono le maggiori
attrazioni di tutte le manifestazioni e sagre
religiose che si tengono in Sardegna, la loro
funzione naturale è quella dell'Ardia
ovverossia di scortare e di proteggere il
santo come accade in gran parte delle
processioni che avvengono in Sardigna; gli
stessi Pali sono una variabile paradigmatica
di questo culto, i Pali come quello
dell'assunta che si teneva a Sassari durante
la discesa dei Candelieri. Tags : Redentore 2007 ZoeRock Nuoro Barbagia Sardinien |
|
Affichage : 5448
Durée : 91 s |
|
|
|
|
|