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Il grande errore di credenti e non è
ritenere che il rapporto con Dio sia un
problema di comportamenti, di fare o non fare
una cosa, di andare o non andare in un luogo,
di seguire una regola di mangiare o non
mangiare qualcosa.
Direi che noi non dobbiamo neppure guardare
le nostre debolezze, le nostre colpe le
dobbiamo ignorare.
La prostituta di Magdala, non ha mica
guardato le sue debolezze, si è avvicinata
con tutti i suoi stracci a Gesù.
È Lui che ci fa forti, è Lui che ci libera.
Lui non ti dice di pulirti o di chiedere
perdono prima di avvicinarti a Lui, tu
avvicinati a Lui con tutti i tuoi stracci,
con tutta la tua povertà , con tutta la tua
miseria.
Lui non è il medico che ti dice di guarire
prima di andare da Lui, ti dice di andare a
Lui con tutta la tua malattia addosso, solo
Lui ti può curare.
Fossimo anche nell'abisso più nero, Lui dÃ
a noi la possibilità di pensarlo e se noi lo
pensiamo Lui ci tira fuori da tutto. Lui è
il liberatore.
Non siamo noi che dobbiamo liberarci e poi
andare da Lui.
Lui ti dà la possibilità di pensarlo,
perché Lui è con te.
Lui è in noi, è con noi.
E se è con noi ci dà la possibilità di
pensarlo e per poco che noi lo pensiamo giÃ
inizia un poco a tirarci fuori.
E più lo pensiamo e più ci libera e a un
certo momento ci mette le ali.
Ma dobbiamo pensarlo, il problema è
pensarlo.
E' un errore dire "Prima mi purifico".
Tu non arriverai mai a purificarti.
È Dio che ti purifica.
Lui è il medico che ti cura.
Non puoi dire prima guarisco e poi vado dal
medico, sarebbe ridicolo.
E noi diciamo lo stesso nei riguardi di Dio:
"Prima mi faccio puro e poi vado da Dio".
No, è Dio la purezza, ma noi più guardiamo
noi stessi più noi ci inquiniamo.
Il problema della salvezza sta nella
conoscenza.
La parola stessa di Dio dice: "Dio vuole che
tutti si salvino e giungano a conoscere la
verità ".
Quindi la salvezza sta nel giungere a
conoscere la verità .
È necessario ripeterlo e dirlo chiaramente
perché il più delle volte noi riteniamo che
la salvezza stia nei comportamenti, o nel
raggiungimento di certe virtù o nell'essere
in un luogo piuttosto che in un altro, no!
La salvezza sta nel giungere a conoscere la
verità .
Dio è la verità .
Fintanto che noi riteniamo che Dio stia in
regole, comportamenti, mondo esteriore, nel
fare, noi non possiamo iniziare la vita vera
spirituale, interiore che sta in questo
rapporto intimo con Dio che è presente
dentro di noi.
Per cui, prima di ogni problema morale, prima
di tutte quelle che possono essere le
conseguenze del peccato, prima di tutto
quello che può essere la nostra
religiosità , il nostro comportamento, i
nostri modi di essere, i nostri impegni, i
nostri programmi eccetera, prima di tutto
questo, a fondamento di tutto della nostra
vita, c'è questo impegno dell'uomo: l'uomo
deve imparare a leggere la scrittura di Dio e
le opere di Dio.
Se manca questo, tutti gli altri problemi
saltano in aria.
Il passaggio dal finito all'infinito avviene
soltanto col pensiero.
Abbiamo visto che non può avvenire con
nessun altro mezzo, né sentimenti, né
bellezza, né virtù, né sacrifici.
Non c'è niente che possa dare a noi la
possibilità di questo rapporto diretto con
Dio se non il pensiero.
Per questo Dio ci ha dato il pensiero, per
pensare a Lui.
E se il pensiero ci è stato dato per pensare
Dio, dobbiamo essere attenti a non sprecare
il nostro pensiero in altro perché un giorno
noi piangeremo amaramente per tutti i
pensieri che avremo dedicato ad altro
(fossero anche le creature o le istituzioni
più sante) anziché a Dio.
La grande meraviglia, il grande miracolo che
caratterizza l'uomo è questo: può pensare
Dio!
E il grande danno che l'uomo fa a se stesso
è questo: avendo la possibilità di pensare
Dio, dedica il suo pensiero ad altro. (Luigi
Bracco)
Nanni Svampa "Il miscredente" traduzione di
una canzone di George Brassen Tags : |