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"Era tutta la settimana che sentivo uno
strano mal di pancia, un'emozione forte,
consapevole che sarebbe iniziato un nuovo
spicchio della mia vita con questa nuova
compagna." Claudia racconta come si sentiva
un paio di mesi fa, quando trepidava per
l'arrivo di Quinny: il suo nuovo cane.
Claudia non è una ragazzina emozionata
dall'evento di ricevere un cuccioletto da
coccolare: è una signora cieca dall'età di
otto anni; e Quinny non è propriamente un
cane come tutti gli altri: è il suo nuovo
cane guida. "Sin da piccolissima, quando
ancora vedevo i paesaggi, i colori e le cose,
desideravo un cane e risparmiavo i soldini
che ricevevo per il mio compleanno per poter
comperare un giorno un terranova che avrei
voluto istruire come cane da salvataggio --
racconta Claudia -- ma perdendo completamente
la vista ho dovuto fare i conti con un'altra
realtà , finché a diciotto anni ho ricevuto
Natka: il mio primo cane guida che mi ha
accompagnata ovunque per undici anni. Poi è
seguito Toshio, un altro Labrador che è
morto nel febbraio di quest'anno, ed ora è
arrivata Quinny."
Oggi Claudia è sposata, madre di due
bambini: Peter di sette anni e Heidi di
quattro, e si muove in modo autonomo grazie
all'aiuto che Quinny riesce a darle. In
Ticino, però, sono solo tre o quattro su
circa cinquecento le persone ipovedenti o
cieche che fanno capo all'aiuto dell'animale
e in Svizzera la proporzione non cambia di
molto, considerando che su circa 15.000
ciechi solo 300 si avvalgono del cane guida.
"L'amore, la passione per i cani è una delle
condizioni essenziali affinché un cieco o un
ipovedente possa scegliere di vivere insieme
ad un cane guida" spiega Claudia. Difatti la
persona che ambisce ad avere un cane guida sa
ed accetta che l'impegno della sua cura sarÃ
notevole, perciò pochi se la sentono di
affrontare il grande vincolo dell'animale: un
cane non si può riporre come il bastone
bianco dopo l'uso.
Claudia ha fermamente voluto un compagno a
quattro zampe: "Quando è arrivata Natka
avevo diciott'anni, un'età difficile in cui,
quando mi spostavo col bastone bianco,
cominciavo a sentirmi addosso gli sguardi
della gente. Per questo il suo arrivo è
stato un toccasana: mi ha obbligata ad agire,
ha creato un ponte fra me e la società e
attraverso l'indipendenza di movimento che ci
accompagnava la mia vita è tornata dalla
parte del sole."
E così, chi come Claudia sceglie per questo
dolce ed utile compagno, trepida nell'attesa
di un bel Labrador di circa due anni, "che
per i primi mesi è stato ospite di una
famiglia affidataria che gli ha permesso di
crescere sereno, insegnandogli le prime basi
di alcuni comandi" descrive Sandra che come
famiglia adottiva si dedica allo svezzamento
di cani che poi andranno alla scuola per cane
guida e, se idonei, come Quinny saranno gli
occhi di una persona che in cambio darà loro
tanto affetto, ma soprattutto immensa
riconoscenza per il proprio lavoro.
Buona Visione!
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