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Vidéos : saviano
Roberto Saviano - parte 1
Intervista a Roberto Saviano da Arcoiris.tv
Tags : camorra gomorra roberto saviano racket mafia casal di principe caserta napoli
Affichage : 65880 Durée : 430 s
Roberto Saviano: "Camorra is a European problem"
The European webzine cafebabel.com interviewed Roberto Saviano, author of Gomorra (Mondadori, 2006), a book he wrote to denounce how the Camorra, the Neapolitan mafia, has changed by becoming a multinational and tentacular corporation active. To read the full interview read: http://www.cafebabel.com/en/article.asp?T=T&I d=12391
Tags : Roberto Saviano interview Camorra Italy Italian mafia Napoli
Affichage : 16646 Durée : 408 s
Roberto Saviano intervistato da Fabio Fazio (Parte 1)
Intervista allo scrittore Saviano rilasciata al programma "Che tempo che fa".
Tags : Roberto Saviano Fabio Fazio Gomorra
Affichage : 37239 Durée : 579 s
Biagi intervista Saviano (seconda parte)
Enzo Biagi intervista Roberto Saviano su 'Gomorra' a Rotocalco Televisivo, 22/04/07 (seconda parte)
Tags : roberto saviano enzo biagi rotocalco televisivo rai raitre camorra gomorra caserta napoli intervista
Affichage : 24561 Durée : 510 s
Biagi intervista Saviano (prima parte)
Enzo Biagi intervista Roberto Saviano su 'Gomorra' a Rotocalco Televisivo, 22/04/07 (prima parte)
Tags : roberto saviano enzo biagi rotocalco televisivo intervista rai tre raitre gomorra camorra caserta napoli
Affichage : 35730 Durée : 501 s
Roberto Saviano è un pagliaccio! (Gomorra)
dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com/ L'Antimafia nel gelo di Casale La manifestazione con il presidente della Camera Bertinotti e l'autore di "Gomorra". Serrande abbassate e il padre del boss contesta Saviano di Conchita Sannino «Un silenzio colpevole ha avvolto per molti anni Casal di Principe, come Platì, come Locri. Questa grave colpa oggi è in parte riscattata. Ma la politica, di destra e di sinistra, deve ripartire da qui», dice Roberto Saviano, teso ma soprattutto emozionato nel suo primo bagno di folla, rimettendo piede ieri a Casal di Principe. Un anno dopo il successo e la scorta per Gomorra, c'era una volta il paese in cui i mafiosi non esistevano, o non si nominavano invano. Ieri, almeno, a Casale, davanti al palco dove è tornato lo scrittore Saviano a parlare di economia corrotta e di «un'antimafia italiana tutta da rivedere», c'erano due sedie vuote volute da un assessore regionale al centro della platea, due poltroncine dedicate provocatoriamente ai superboss latitanti dei casalesi, Michele Zagaria e Antonio Iovine, con i loro nomi stampati grossi così, a evocare la loro cattura e la loro disgrazia giudiziaria, due storie criminali offerte alla pubblica e civica condanna. Ma c'era e c'è, più ostile di prima - e quel paese resiste oltre ogni schieramento di Stato e ogni calendario anticamorra - la Casal di Principe in cui alcuni negozi restano serrati per il comizio anticamorra di piazza Mercato, in cui giovani e vecchi contestano il presidente della Camera Bertinotti. E in cui il padre di un superboss chiama Saviano "pagliaccio". A Casale, sotto un cielo bollente di afa e tensioni inespresse, nella stessa piazza Mercato in cui dodici mesi fa esplose la rabbia di un giovane cittadino e scrittore contro i boss che occupavano ogni possibilità di futuro - "Cacciateli!", gridò Saviano - arriva con meno rabbia e più determinazione il ragazzo da best-seller, l'autore di Gomorra Roberto Saviano, lo sguardo di chi non si fa troppe illusioni. «Qualcosa molto lentamente si è mosso. La forza di opporsi al potere dei clan viene dagli stessi cittadini. E voi - rivolto ai ragazzi della piazza - sapete da che parte stare». Applausi. Sinceri, ma forse anche un po' mesti. Intanto tra la folla, a studiarlo, c'è anche Ivan Castiglione, l'attore che presto vestirà proprio i panni di Saviano nello spettacolo teatrale Gomorra. «Un impegno che coincide anche con una straordinaria avventura umana», spiega l'interprete. Con Saviano ci sono il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il presidente dell'antimafia Francesco Forgione, il sottosegretario all'Istruzione Gaetano Pascarella: tutti invitati dall'assessore regionale Corrado Gabriele per un'inaugurazione speciale dell'anno scolastico in Campania. Arrivano insieme ad una teoria di auto blu e scorte, di rappresentanti di Comuni e Regione, in prima fila il sindaco di Casale, Cipriano Cristiano, il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis, il vicesindaco di Caserta Gianfranco Alois, l'assessore di Napoli Nicola Oddati. Antimafia di Stato e intellettuali. Ma anche di fronte a un simile schieramento incombono rassegnazione e omertà. L'avversione di ragazzi in giacca e cravatta e vecchi agricoltori che gridano: «Qui la camorra non esiste». L'ostilità del padre del superboss Francesco Schiavone detto Sandokan, Nicola, di 82 anni. Che fa un gesto di nausea quando sente parlare Bertinotti e Saviano: «Bertinotti si dovrebbe dimettere, rappresenta solo una minoranza del Paese. E Saviano, che ha fatto nella vita? Chi è? Un pagliaccio che si è inventato che qui c'è la camorra». Mescolati in platea, anche due figli di Sandokan. E, infine, l'indifferenza di quei negozianti che hanno lasciato le saracinesche abbassate, è chiusa perfino la caffetteria della piazza e una cartoleria che al primo giorno di scuola avrebbe certo fatto affari. Ma sembra - così racconta la signora Corvino, titolare dell'esercizio, all'apertura pomeridiana - che «il lunedì mattina le cartolerie qui sono tutte chiuse, perché non vi informate invece di gettare su di noi il solito fango?». Eppure, altri negozi delle medesime categorie commerciali erano aperte, a qualche chilometro. Eccolo, il volto sinistro di "Gomorra". Un quadro che colpisce tutti, e per una volta l'amara analisi mette d'accordo persino i rappresentati territoriali dei due Poli. Fulvio Martusciello, consigliere regionale di Forza Italia, scuote la testa: «L'assessore Gabriele ha avuto una bella idea, ma l'immagine del paese è triste. Un fallimento della politica dal basso, i partiti non c'erano, solo scolaresche, associazioni». Dall'altro lato della barricata, Diego Belliazzi, consigliere provinciale ds, già promotore delle mobilitazioni antimafia dei giovani del Pci, allarga le braccia: «Questa è la vera politica, ma Casal di Principe non c'era. Pochi negozi aperti, gente sfiduciata. dal sito per cui "la mafia è una montagna di merda" http://guerrillaradio.iobloggo.com/
Tags : mafia giovanni falcone rita borsellino marco travaglio berlusconi cuffaro mafioso dell'utri peppino impastato saviano
Affichage : 22744 Durée : 429 s
Phil Saviano - 2003 CNN interview, Vatican Secrets
Phil Saviano, clergy abuse survivor's activist, speaks with Anderson Cooper in August 2003, regarding 1962 Vatican instruction 'Crimen Sollicitationis', that relates to secrecy of clergy sexual abuse problem. This document is the focus of the recent BBC News documentary "Sex Crimes and the Vatican."
Tags : phil saviano clergy abuse catholic sex crimes vatican Crimen Sollicitationis child sexual snap
Affichage : 25133 Durée : 317 s
ROBERTO SAVIANO - I CASALESI,PARMALAT E CIRIO
Roberto Saviano legge GOMORRA oggi 20 giugno 2008: Processo Spartacus, confermati i 16 ergastoli per i boss del clan dei Casalesi
Tags : saviano parmalat cirio spartacus camorra schiavone casalesi gomorra
Affichage : 7846 Durée : 173 s
Roberto Saviano - parte 3
Intervista a Roberto Saviano da Arcoiris.tv
Tags : roberto saviano camorra gomorra mafia casalesi casal di pricipe caserta napoli
Affichage : 14161 Durée : 529 s
Roberto Saviano: il caso Gomorra
dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com/ O uccidi o sei servo di Roberto Saviano  Senza mediazione, tutto si apre negli occhi dello spettatore e costruisce la realtà di questi territori. Un mosaico di immagini che si fa vita, si incarna e diventa film. L'ispirazione è chiara, il metodo della strada neorealista. "Paisà" di Roberto Rossellini, ma anche Francesco Rosi e penso a certe immagini di Vittorio De Seta. Nel suo "Gomorra", Matteo Garrone ha realizzato una sorta di topografia umana. È interessato a raccontare la pelle, il sudore di questa quotidiana apocalisse. Film e libro si integrano a vicenda, ma non si sovrappongono. Vivono autonomi, in un rapporto speculare. La camorra nel film è la forma di vita e di morte del quotidiano. Non è un mostro né un'aberrazione. È la forma di vita di tutti i giorni. Ha ragione Raffaele Cantone: quello del film è il piano terra della mafia campana. La scelta di privilegiare aspetto sintetico e antropologico di questo territorio. Le canzoni dei neomelodici con la valenza che hanno assunto nell'epica criminale. La scelta di affidare la scena ai personaggi che hanno vissuto quelle storie, tutto incluso, anche i problemi con la giustizia. Sono, non simulano. L'esistenza di molti di loro è un racconto feroce. All'inizio la troupe era stata accolta con diffidenza nei territori: a Secondigliano, nel Casertano erano visti come una presenza ostile. Poi il set è diventato una sorta di festa popolare, un'osmosi con il mondo intorno che si è riversato nel film. Le comparse scelte quando dovevano recitare le azioni militari, mettere a segno agguati e omicidi, non imitavano i film: replicavano la realtà che avevano visto o che sentivano raccontare dai loro amici testimoni diretti. Le sparatorie non sono "cinematografiche", non c'è nulla di spettacolare. L'agguato è sempre subìto, visto dalla prospettiva della vittima, rapido, stordente. Le detonazioni sono secche, senza eco: la raffica infinita e compiaciuta del mitragliatore di Rambo non esiste. I momenti di tenerezza spiccano, si notano perché sono fuori concetto. Volontarie distonie in una ciclicità dannata. I bambini che scherzano nella piscinetta di gomma ricavata sulla terrazza delle Vele di Secondigliano, macchia azzurra in un mondo senza colore. La vecchia che cerca di riportare ordine nella campagna devastata dagli sversamenti di veleni, incapace di rassegnarsi alla sterilità della terra. Gli attori appaiono senza fascino, nessun bel tenebroso ma nemmeno volti caratterizzati, pasoliniani. Sono a metà tra Scarface e uno qualunque dei ragazzi dello show della De Filippi. intervista a roberto savaino al salinaDocFestival dal sito per cui "la mafia è una montagna di merda" http://guerrillaradio.iobloggo.com/
Tags : mafia giovanni falcone rita borsellino marco travaglio berlusconi cuffaro mafioso dell'utri peppino impastato saviano
Affichage : 4179 Durée : 430 s

 

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